Kentera gel transdermico

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Kentera gel transdermico: ultimo aggiornamento pagina: 30/01/2019 (Fonte: A.I.FA.)

Indice della scheda

Kentera gel transdermico: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Kentera 90,7 mg/g gel in bustina

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni bustina da 1 grammo di gel contiene 90,7 mg di ossibutinina (come 100 mg di ossibutinina cloridrato) che corrispondono a un rilascio nominale di circa 4 mg/die.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Gel in bustina.

Gel idroalcolico incolore, inodore, uniforme, trasparente, a essiccamento rapido.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento sintomatico dell’incontinenza urinaria da urgenza e/o dell’aumentata frequenza e urgenza urinaria in pazienti adulti affetti da vescica instabile.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

La dose raccomandata è una bustina applicata una volta al giorno, che corrisponde a una dose rilasciata di circa 4 mg.

Popolazione anziana

In base all’esperienza degli studi clinici non si ritiene necessario un aggiustamento della dose in questa popolazione. Tuttavia, Kentera deve essere usato con cautela nei pazienti anziani, che possono essere più sensibili agli effetti degli anticolinergici ad azione centrale e presentare differenze nella farmacocinetica (vedere paragrafo 4.4)..

Compromissione renale

Non c’è esperienza sull’uso di Kentera in pazienti con compromissione renale.

Compromissione epatica

Non c’è esperienza sull’uso di Kentera in pazienti con compromissione epatica.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Kentera nella popolazione pediatrica non sono state stabilite. L’uso di Kentera nella popolazione pediatrica non è raccomandato. I dati al momento disponibili sono riportati nel paragrafo 4.8, ma non vengono fornite raccomandazioni sulla posologia.

Modo di somministrazione

Kentera deve essere applicato sulla cute asciutta e intatta dell’addome, sulla parte superiore delle braccia/spalle o sulle cosce, cambiando ciclicamente la sede di applicazione. Non si deve ripetere l’applicazione nella stessa sede per più giorni consecutivi.

Per un’ora dopo l’applicazione evitare di fare il bagno o la doccia, nuotare, svolgere attività fisica o immergere nell’acqua la sede di applicazione (vedere paragrafo 4.4).

Quando il gel è asciutto si consiglia di coprire con gli indumenti la sede di applicazione.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Kentera è controindicato nei pazienti con ritenzione urinaria, con patologia gastrointestinale grave, miastenia gravis o glaucoma ad angolo chiuso, nonché nei pazienti a rischio per queste condizioni.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Lo strato corneo è l’elemento che limita la velocità del rilascio transdermico, per cui eventuali soluzioni di continuità consentirebbero un accesso diretto all’epidermide, aumentando potenzialmente la penetrazione del medicinale e facilitandone la migrazione nel torrente circolatorio. Pertanto Kentera non deve essere applicato su una superficie cutanea rasata di recente o lesionata.

Per un’ora dopo l’applicazione evitare di fare il bagno o la doccia, nuotare, svolgere attività fisica o immergere nell’acqua la sede di applicazione.

Quando Kentera è asciutto si consiglia di coprire con gli indumenti la sede di applicazione.

Non è stato studiato l’effetto della febbre, dell’esposizione a fonti di calore esterne, dell’esposizione al sole o della sauna, sulle caratteristiche dell’assorbimento di Kentera.

Compromissione del metabolismo

Kentera deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica o renale. L’uso di Kentera nei pazienti con compromissione epatica deve essere attentamente monitorato, dal momento che l’ossibutinina è ampiamente metabolizzata nel fegato. Prima del trattamento con Kentera devono essere valutate altre cause di minzione frequente (insufficienza cardiaca o patologia renale). In presenza di infezione delle vie urinarie deve essere instaurata un’adeguata terapia antibatterica.

Ritenzione urinaria

Per il rischio di ritenzione urinaria, i medicinali anticolinergici devono essere somministrati con cautela nei pazienti con ostruzione clinicamente significativa del deflusso vescicale.

La somministrazione orale di ossibutinina potrebbe giustificare le seguenti avvertenze, sebbene questi eventi non siano stati osservati durante gli studi clinici con Kentera:

Disturbi gastrointestinali

I medicinali anticolinergici potrebbero ridurre la motilità gastrointestinale e devono essere somministrati con cautela nei pazienti affetti da disturbi ostruttivi gastrointestinali, per il rischio di ritenzione gastrica, e in condizioni quali la colite ulcerosa e l’atonia intestinale. I medicinali anticolinergici devono essere utilizzati con cautela nei pazienti affetti da ernia iatale/reflusso gastroesofageo e/o che stanno assumendo contemporaneamente medicinali (ad es. bisfosfonati) che possono provocare o peggiorare l’esofagite.

Kentera deve essere usato con cautela nei pazienti anziani, che possono essere più sensibili agli effetti degli anticolinergici ad azione centrale e presentare differenze nella farmacocinetica.

In totale, 496 pazienti sono stati esposti a Kentera nello studio di 12 settimane randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, e nello studio di estensione di 14 settimane sulla sicurezza. Di questi, 188 pazienti (38%) erano di età pari o superiore a 65 anni e non presentavano differenze complessive in termini di sicurezza o efficacia rispetto ai pazienti più giovani. Pertanto, in base all’attuale esperienza clinica, non si ritiene necessario un aggiustamento della dose nei pazienti anziani.

All’uso di ossibutinina sono stati associati eventi anticolinergici del SNC e psichiatrici, quali disturbi del sonno (ad es. insonnia) e disturbi cognitivi, specialmente nei pazienti anziani. Si deve usare cautela quando si somministra ossibutinina in concomitanza con altri medicinali anticolinergici (vedere anche paragrafo 4.5). Se un paziente presenta tali eventi, si deve sospendere il farmaco.

Durante l’utilizzo post-marketing sono stati segnalati altri eventi psichiatrici che implicano un meccanismo anticolinergico (vedere paragrafo 4.8).

I medicinali anticolinergici devono essere utilizzati con cautela nei pazienti affetti da neuropatia autonomica, deficit cognitivo o morbo di Parkinson.

I pazienti devono essere informati del fatto che può verificarsi uno stato di prostrazione da calore (febbre e colpo di calore dovuti alla ridotta sudorazione), quando gli anticolinergici come l’ossibutinina vengono impiegati in un ambiente caldo.

L’ossibutinina potrebbe peggiorare i sintomi di ipertiroidismo, cardiopatia coronarica, insufficienza cardiaca congestizia, aritmie cardiache, tachicardia, ipertensione ed ipertrofia prostatica.

L’ossibutinina potrebbe inibire le secrezioni salivari inducendo così carie, parodontosi o candidosi orale.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’uso concomitante dell’ossibutinina con altri medicinali anticolinergici o con altri principi attivi che competono per il metabolismo ad opera dell’enzima CYP3A4 potrebbe aumentare la frequenza o la gravità della secchezza della bocca, della costipazione e della sonnolenza. Poiché l’ossibutinina è metabolizzata dall’isoenzima CYP3A4 del citocromo P450, non si possono escludere interazioni con i medicinali che inibiscono questo isoenzima o con induttori noti del CYP3A4. Ciò è da tenere presente in caso di somministrazione di antifungini azolici (es. ketoconazolo) o antibiotici macrolidi (es. eritromicina) in concomitanza con l’ossibutinina. Anche il consumo di succo di pompelmo potrebbe influenzare il metabolismo dell’ossibutinina.

A causa degli effetti anticolinergici sulla motilità gastrointestinale, i medicinali anticolinergici potrebbero alterare l’assorbimento di alcuni medicinali somministrati in concomitanza.

L’attività anticolinergica dell’ossibutinina viene aumentata dalla somministrazione concomitante di altri anticolinergici o di medicinali ad attività anticolinergica, come l’amantadina e altri medicinali anticolinergici antiparkinsoniani (es. biperidene, levodopa), antistaminici, antipsicotici (es. fenotiazine, butirrofenoni, clozapina), la chinidina, antidepressivi triciclici, l’atropina e i composti ad essa correlati come gli antispastici atropinici e il dipiridamolo.

L’ossibutinina può provocare sonnolenza o visione offuscata. La sonnolenza può essere aumentata dal consumo di alcool. Poiché Kentera può provocare sonnolenza o visione offuscata, si deve raccomandare cautela ai pazienti durante la guida o l’utilizzo di macchinari (vedere paragrafo 4.7).

L’ossibutinina potrebbe antagonizzare le terapie procinetiche, come la cisapride e la metoclopramide e non deve essere somministrata in presenza di ridotta motilità gastrointestinale.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Donne potenzialmente fertili/Contraccezione negli uomini e nelle donne

Le donne in età fertile devono essere sottoposte a un test di gravidanza prima di iniziare la terapia e devono utilizzare qualche forma di contraccezione durante la terapia.

Gravidanza

Non ci sono dati adeguati relativi all’uso del gel topico di ossibutinina in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva di lieve entità (vedere paragrafo 5.3). Kentera non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità.

Allattamento

I dati disponibili mostrano che l’ossibutinina è escreta nel latte dei ratti, ma non è noto se sia escreta nel latte umano. L’uso dell’ossibutinina durante l’allattamento non è raccomandato.

Fertilità

Non sono disponibili dati sui possibili effetti dell’uso dell’ossibutinina sulla fertilità dell’uomo e della donna. Gli studi sulla fertilità nei ratti indicano un margine di sicurezza di 6 volte negli animali adulti che si riproducono, sia maschi che femmine, quando Kentera è somministrato come prescritto (vedere paragrafo 5.3).

I pazienti in trattamento con Kentera devono coprire con gli indumenti le sedi di applicazione, quando vengono a contatto con donne in gravidanza o che allattano, o con bambini allattati al seno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Kentera altera lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Poiché Kentera può provocare sonnolenza o visione offuscata, si deve raccomandare cautela ai pazienti durante la guida o l’utilizzo di macchinari (vedere paragrafo 4.5).

04.8 Effetti indesiderati

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Sintesi del profilo di sicurezza

La sicurezza di Kentera è stata valutata in pazienti con incontinenza urinaria da urgenza in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli, di fase 3 che ha incluso 789 pazienti (389 pazienti trattati con Kentera e 400 con placebo).

La reazione avversa riportata con maggiore frequenza è stata la secchezza della bocca (Kentera 6,9%; placebo 2,8%). Altre reazioni avverse riportate sono state: prurito nella sede di applicazione (Kentera 2,1%; placebo 0,8%), dermatite nella sede di applicazione (Kentera 1,8%; placebo 0,3%), capogiro

(Kentera 1,5%; placebo 0,5%), cefalea (Kentera 1,5%; placebo 2,8%), costipazione (Kentera 1,3%;

placebo 1,0%) e prurito (Kentera 1,3%, placebo 1,3%). Tabella delle reazioni avverse

Di seguito sono elencate le reazioni avverse osservate negli studi clinici di fase 3 e 4, in base alla classificazione per sistemi e organi, e per frequenza. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente. Sono incluse anche le reazioni avverse post-marketing non riscontrate negli studi clinici.

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Incidenza Reazioni avverse
Infezioni e infestazioni Non comune Infezioni delle vie urinarie
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune Ipokaliemia
Disturbi psichiatrici Non comune Ansia, confusione, nervosismo, agitazione, insonnia
Raro Reazione di panico#, delirio#, allucinazioni#, disorientamento#
Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea, capogiro
Non comune Sonnolenza, disgeusia, sonno di cattiva qualità, tremore
Raro Compromissione della memoria#, amnesia#, letargia#, disturbi dell’attenzione#
Patologie dell’occhio Non comune Occhio secco
Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Vertigine
Patologie cardiache Non comune Fibrillazione atriale, flutter atriale, aritmia sinusale
Patologie vascolari Non comune Rossore
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Tosse, ipersecrezione delle vie aeree superiori
Patologie gastrointestinali Comune Bocca secca, costipazione
Non comune Diarrea, nausea, dispepsia, vomito, emorroidi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Prurito
Non comune Eruzione cutanea, cute secca, esantema pruriginoso
Patologie renali e urinarie Non comune Disuria, ematuria, dolore renale, ritenzione di urina
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Prurito in sede di applicazione, dermatite in sede di applicazione
Non comune Affaticamento, edema periferico, papule in sede di applicazione, anestesia in sede di applicazione, eritema in sede di applicazione, irritazione in sede di applicazione, dolore in sede di applicazione, pustole in sede di applicazione
Esami diagnostici Non comune Elettrocardiogramma anormale, modificazione dell’elettrocardiogramma, cloremia aumentata

# reazioni avverse riferite esclusivamente a segnalazioni post-marketing (non riscontrate negli studi clinici), la cui categoria di frequenza è stata stimata dai dati sulla sicurezza degli studi clinici, e segnalate in associazione con l’uso topico di ossibutinina (effetti di classe degli anticolinergici).

Le reazioni avverse considerate associate alla terapia anticolinergica in generale o osservate con la somministrazione orale di ossibutinina, ma finora non osservate con Kentera negli studi clinici o dopo l’immissione in commercio, sono: anoressia, vomito, esofagite da reflusso, ridotta sudorazione, colpo di calore, ridotta lacrimazione, midriasi, tachicardia, aritmia, incubi, irrequietezza, convulsioni, ipertensione intraoculare e induzione di glaucoma, paranoia, fotosensibilità, disfunzione erettile.

Popolazione pediatrica

Durante l’utilizzo post-marketing in questa fascia di età sono stati segnalati casi di allucinazioni (associati a manifestazioni d’ansia) e disturbi del sonno legati all’ossibutinina. I bambini possono essere più sensibili agli effetti del prodotto, in particolare alle reazioni avverse che interessano il SNC e a quelle psichiatriche.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’ Allegato V.

04.9 Sovradosaggio

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Il sovradosaggio di ossibutinina è stato associato ad effetti anticolinergici tra i quali eccitazione del SNC, rossore, febbre, disidratazione, aritmia cardiaca, vomito e ritenzione di urina. I pazienti devono essere tenuti sotto controllo fino alla scomparsa dei sintomi. Le concentrazioni plasmatiche dell’ossibutinina iniziano a ridursi 24 ore dopo l’applicazione di Kentera. Sono stati riferiti due casi di ingestione di 100 mg di ossibutinina orale insieme ad alcol, in un ragazzo di 13 anni che ha manifestato perdita di memoria e in una donna di 34 anni che ha sviluppato stupor, seguito da disorientamento e agitazione al risveglio, pupille dilatate, cute secca, aritmia cardiaca e ritenzione urinaria. Entrambi i pazienti si sono ristabiliti completamente in seguito a trattamento sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: urologici, antispastici delle vie urinarie, codice ATC: G04B D04.

Meccanismo d’azione

L’ossibutinina agisce da antagonista competitivo dell’acetilcolina a livello dei recettori muscarinici postgangliari, rilasciando la muscolatura liscia della vescica.

Effetti farmacodinamici

In pazienti con vescica iperattiva, caratterizzata da instabilità o iperreflessia del muscolo detrusore, studi cistometrici hanno dimostrato che l’ossibutinina aumenta la capacità vescicale massima e il volume alla prima contrazione del detrusore. In questo modo l’ossibutinina riduce l’urgenza minzionale e la frequenza degli episodi di incontinenza e della minzione volontaria.

L’ossibutinina è una miscela racemica (50:50) degli isomeri R ed S. L’attività antimuscarinica risiede prevalentemente nell’isomero R. L’isomero R dell’ossibutinina mostra una maggiore selettività per i sottotipi muscarinici M1 ed M3 (prevalenti nel muscolo detrusore della vescica e nella parotide) rispetto al sottotipo M2 (prevalente nel tessuto cardiaco). Il metabolita attivo, la N-desetilossibutinina, ha un’attività farmacologica sul muscolo detrusore umano simile a quella degli studi in vitro con l’ossibutinina, ma ha un’affinità di legame per il tessuto parotideo maggiore dell’ossibutinina. L’ossibutinina sotto forma di base libera è farmacologicamente equivalente all’ossibutinina cloridrato.

Efficacia clinica

L’efficacia e la sicurezza di Kentera sono state valutate in pazienti con incontinenza urinaria da urgenza in un unico studio di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a gruppi paralleli, che ha incluso 789 pazienti. Il trattamento in doppio cieco di 12 settimane prevedeva applicazioni giornaliere di Kentera o del corrispondente gel di placebo. Per un sottogruppo di pazienti che terminava la fase in doppio cieco era disponibile un trattamento in aperto di 14 settimane. I pazienti erano per la maggior parte caucasici (86,3%) e di sesso femminile (89,2%), con un’età media di 59,4 anni (intervallo: 18 – 88 anni). Il 75% circa dei pazienti non aveva assunto alcun precedente trattamento farmacologico per l’incontinenza.

I pazienti trattati con Kentera hanno ottenuto una riduzione statisticamente molto significativa del numero di episodi di incontinenza urinaria al giorno dal basale all’endpoint (endpoint primario di efficacia) rispetto al placebo (p<0,0001), così come per gli endpoint secondari: una riduzione della frequenza urinaria media giornaliera (p=0,0017) e un aumento del volume urinario medio per minzione (p=0,0018). Con Kentera sono stati osservati anche miglioramenti significativi nelle valutazioni della qualità della vita effettuate durante lo studio.

La tabella che segue riassume la variazione della media e della mediana, rispetto al basale, degli episodi giornalieri di incontinenza (endpoint primario), della frequenza urinaria e del volume urinario per minzione tra i gruppi trattati con placebo e con il trattamento attivo.

Variazione della media e della mediana, rispetto al basale, degli episodi di incontinenza, della frequenza urinaria e del volume urinario per minzione alla 12a settimana

(LOCF)

Parametro Kentera (N=389)
Media (DS) Mediana
Placebo (n=400)
Media (DS) Mediana
Episodi giornalieri di incontinenza
Basale 5,4 (3,26) 4,7 5,4 (3,28) 4,7
Variazione rispetto al basale -3,0 (2,73) -2,7 -2,5 (3,06) -2,0
Valore p vs placebo <0,0001
Frequenza urinaria giornaliera
Basale 12,4 (3,34) 11,7 12,2 (3,32) 11,3
Variazione rispetto al basale -2,7 (3,21) -2,7 -2,0 (2,82) -1,7
Valore p vs placebo 0,0017
Volume urinario per minzione (ml)
Basale 163,4 (65,85) 160,1 167,9 (68,40) 160,6
Variazione rispetto al basale 21,0 (65,33) 11,5 3,8 (53,79) 0,0
Valore p vs placebo 0,0018
Episodi giornalieri di nicturia
Basale 2,5 (1,61) 2,3 2,5 (1,71) 2,3
Variazione rispetto al basale -0,7 (1,40) -0,7 -0,7 (1,32) -0,7
Valore p vs placebo 0,1372

Sulla base dell’Incontinence Impact Questionnaire (IIQ), con Kentera è stato osservato un effetto positivo significativo sulla qualità della vita durante il trattamento in doppio cieco.
L’evidenza di questi risultati è
emersa dopo il primo mese di trattamento e si è mantenuta durante tutto il trattamento in doppio cieco, come dimostra la tabella che segue.
Variazione media (DS) rispetto al basale per il punteggio totale e per le sottoscale
dell’IIQ alla 12a settimana (LOCF)

Punteggio Kentera (N=389) Placebo (n=400) Valore p (Kentera vs placebo)
Punteggio totale -72,1 (80,01) -49,5 (76,59) 0,0005
Sottoscala dei viaggi -20,9 (25,55) -15,1 (24,82) 0,0068
Sottoscala dell’attività fisica -18,0 (23,23) -13,0 (21,68) 0,0078
Sottoscala delle relazioni sociali -15,2 (20,07) -9,7 (19,27) 0,0019
Sottoscala del benessere emotivo -18,1 (21,96) -11,8 (20,64) 0,0002

Effetti positivi significativi sono stati osservati anche per ciascun dominio delle sottoscale dell’IIQ e per sei dei dieci domini della qualità della vita, compreso il dominio dell’impatto dell’incontinenza, del King’s Health Questionnaire (KHQ), come riportato nella tabella che segue.

Variazione media (DS) rispetto al basale nei punteggi dei domini del KHQ alla 12a

settimana (LOCF)

Dominio Kentera (N=389) Placebo (n=400) Valore p (Kentera vs placebo)
Percezione dello stato di salute 0,4 (12,23) 0,1 (11,94)
generale 0,6528
Impatto dell’incontinenza -27,9 (30,02) -21,3 (27,05) 0,0023
Gravità dei sintomi -20,6 (22,90) -15,8 (21,84) 0,0024
Limitazioni del ruolo -27,1 (29,24) -21,3 (27,16) 0,0133
Limitazioni fisiche -20,2 (30,04) -16,8 (28,12) 0,1064
Limitazioni sociali -11,5 (24,40) -10,3 (23,46) 0,4468
Rapporti interpersonali -11,2 (24,96) -6,2 (19,77) 0,0489
Emozioni -11,7 (24,59) -8,4 (24,89) 0,0649
Sonno ed energia -15,6 (24,18) -10,3 (22,42) 0,0061
Provvedimenti per la intensità -15,3 (21,40) -11,1 (19,16) 0,0058

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

La formulazione di Kentera prevede l’applicazione giornaliera ed è in grado di mantenere livelli ematici terapeutici di ossibutinina. Attraverso la cute intatta, l’ossibutinina viene trasportata nella circolazione sistemica mediante diffusione passiva attraverso lo strato corneo. Dopo l’applicazione di Kentera la concentrazione di ossibutinina nel plasma aumenta per circa 7 giorni, raggiungendo concentrazioni massime mediamente di 4 – 5 ng/ml. Lo stato stazionario si raggiunge dopo il settimo giorno di somministrazione. In seguito alla somministrazione transdermica di Kentera sull’addome, sulla parte superiore delle braccia/spalle o sulle cosce non vi sono differenze clinicamente rilevanti nell’AUC e nella Cmax dell’ossibutinina e del metabolita attivo N-desetilossibutinina.

Distribuzione

In seguito all’assorbimento sistemico l’ossibutinina è ampiamente distribuita nei tessuti. Dopo somministrazione endovenosa di 5 mg di ossibutinina cloridrato è stato stimato un volume di distribuzione di 193 l.

Biotrasformazione

L’ossibutinina somministrata per via orale è metabolizzata principalmente dai sistemi enzimatici del citocromo P450, in particolare dal CYP3A4, presente soprattutto nel fegato e nella parete intestinale. A causa del polimorfismo genetico sono possibili variazioni anche di 40 volte nell’espressione del CYP3A e

del CYP3A4. Tra i metaboliti figurano l’acido fenilcicloesilglicolico, farmacologicamente inattivo, e la N- desetilossibutinina, che è farmacologicamente attiva. La somministrazione transdermica di ossibutinina evita il metabolismo di primo passaggio epatico e gastrointestinale, riducendo la formazione del metabolita N-desetile.

Escrezione

L’ossibutinina è ampiamente metabolizzata dal fegato (vedere sopra); meno dello 0,1% della dose somministrata è escreta immodificata nelle urine. Inoltre, meno dello 0,1% della dose somministrata è escreto sotto forma del metabolita N-desetilossibutinina.

Trasferimento da persona a persona

Il rischio di trasferimento dermico di ossibutinina da una persona trattata a una persona non trattata è stato valutato in uno studio su singola dose nel quale soggetti ai quali era stato somministrato Kentera hanno avuto un contatto intenso con un partner non trattato per 15 minuti, coprendo (N=14 coppie) o non coprendo (N=12 coppie) con gli indumenti la zona di applicazione. I partner non trattati non protetti dagli indumenti hanno riportato concentrazioni plasmatiche dosabili di ossibutinina (media della

Cmax = 0,94 ng/ml). Due dei 14 soggetti non trattati che hanno partecipato al regime che prevedeva il contatto tra la cute e l’indumento hanno riportato concentrazioni plasmatiche misurabili di ossibutinina (Cmax

< 0,1 ng/ml) nelle 48 ore successive al contatto con i soggetti trattati; l’ossibutinina è risultata non dosabile negli altri 12 soggetti non trattati.

Effetti della doccia

L’effetto della doccia sull’assorbimento dell’ossibutinina è stato valutato in uno studio randomizzato, in crossover allo stato stazionario, sottoponendo o meno i soggetti a una doccia 1, 2 o 6 ore dopo l’applicazione di Kentera (N=20). I risultati dello studio indicano che la doccia dopo un’ora non incide sull’esposizione sistemica complessiva all’ossibutinina.

Uso con filtro solare

L’effetto sull’assorbimento dell’ossibutinina di un filtro solare applicato 30 minuti prima o 30 minuti dopo l’applicazione di Kentera è stato valutato in uno studio randomizzato, di crossover a dose singola (N=16). L’applicazione concomitante di un filtro solare, prima o dopo l’applicazione di Kentera, non ha avuto alcun effetto sull’esposizione sistemica all’ossibutinina.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi di tossicità acuta, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno e tossicità locale. Reazioni avverse sono state osservate negli studi di embriotossicità nel coniglio. A una concentrazione di 0,4 mg/kg/die di ossibutinina somministrata per via sottocutanea, la frequenza di anomalie a carico degli organi è aumentata significativamente, ma è stata osservata solo in presenza di tossicità materna. Tuttavia, non essendo chiara l’associazione fra la tossicità materna e l’effetto sullo sviluppo, non può essere definita la rilevanza per la sicurezza nell’uomo. Nello studio sulla fertilità nei ratti con somministrazione sottocutanea, se nei maschi non è stato riscontrato alcun effetto, nelle femmine la fertilità è risultata compromessa ed è stato identificato un NOAEL (no observed adverse effect level = livello di dose senza effetto avverso osservabile) di 5 mg/kg.

Valutazione del rischio ambientale

Il principio attivo ossibutinina persiste nell’ambiente.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Etanolo (96 per cento) Glicerolo Idrossipropilcellulosa

Idrossido di sodio (per l’aggiustamento del pH) Acqua purificata

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non refrigerare o congelare.

Kentera contiene alcol ed è considerato infiammabile; non deve quindi entrare in contatto con fiamme libere.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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La bustina è realizzata a partire da un materiale laminato costituito da fogli multistrato (copolimero di polimetacrilato/acrilonitrile/adesivo/alluminio/polietilene a bassa densità/carta).

Ogni bustina contiene 1 g di gel. Scatole da 30 bustine.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Una volta aperte le bustine ed estratto il contenuto, il gel deve essere utilizzato immediatamente.

Dopo l’applicazione del gel, lavare subito accuratamente le mani con acqua e sapone. Quando il gel è asciutto si consiglia di coprire con gli indumenti la sede di applicazione. Per un’ora dopo l’applicazione evitare di fare il bagno o la doccia, nuotare, svolgere attività fisica o immergere nell’acqua la sede di applicazione.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Teva B.V. Swensweg 5

2031 GA Haarlem Paesi Bassi

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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EU/1/03/270/004 30 bustine

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 15/06/2004 Data dell’ultimo rinnovo: 15/06/2009

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 11/06/2016

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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