Sevoflurane Pir

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Sevoflurane Pir: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Sevoflurane Pir: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Sevoflurane Piramal

Sevoflurano al 100% liquido per inalazione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Sevoflurano 100%. Il medicinale è costituito dal solo principio attivo.

03.0 Forma farmaceutica

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Liquido per inalazione, liquido limpido, incolore, di natura volatile.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Induzione e mantenimento dell’anestesia generale in pazienti adulti e pediatrici di tutte le età, inclusi i neonati nati al termine (vedere paragrafo 4.2 per ì dettaglì sull’età).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Il sevoflurano deve essere somministrato tramite un evaporatore specificatamente calibrato per l’utilizzo con sevoflurano in modo che la concentrazione fornita può essere accuratamente controllata. I valori della MAC (Concentrazione Alveolare Minima) per il sevoflurano diminuiscono con l’aumentare dell’età del paziente e con l’aggiunta di protossido d’azoto. Il dosaggio deve essere personalizzato e titolato per ottenere l’effetto desiderato in base all’età del paziente e allo stato clinico.

Valori della MAC per pazienti Adulti e Pediatrici in accordo all’età

Età del Paziente (anni) Sevoflurano 100% LiquidoSevoflurano 100% Liquido

per inalazione, in Ossigenoper inalazione, in 65%

N2O/35% O2 *

Tabella 1: Valori della MAC per pazienti Adulti e Pediatrici in base all’età
Età del Paziente (anni)Sevoflurano 100% Liquido per inalazione, in OssigenoSevoflurano 100% Liquido per inalazione, in 65% N2O/35% O2
0 – 1 mese*3,3%2,0%**
1 – < 6 mesi3,0%
6 mesi – < 3 anni2,8%
3 – 122,5%
252,6%1,4%
402,1%1,1%
601,7%0,9%
801,4%0,7%

* Età gestazionale dei neonati nati al termine. Non sono stati stabiliti valori della MAC per i neonati pretermine.

** In pazienti pediatrici di 1 – 3 anni, sono stati utilizzati valori di 60% N2O/40% O2.

Induzione dell’Anestesia

Può essere somministrato un barbiturico a breve durata d’azione o un altro agente d’induzione per via endovenosa seguito dall’inalazione di sevoflurano.

L’induzione con solo sevoflurano può essere ottenuta con l’inalazione di 0,5-1,0% di sevolfurano in ossigeno (O2) con o senza protossido d’azoto (N2O), aumentando il dosaggio con incrementi di 0,5-1,0% di sevoflurano, fino a un massimo dell’8% negli adulti e nei bambini, fino a raggiungere la profondità dell’anestesia desiderata.

Negli adulti, concentrazioni inspirate fino al 5% di sevoflurano producono solitamente l’anestesia chirurgica in meno di due minuti. Nei bambini, le concentrazioni di sevoflurano inspirate fino al 7% di sevoflurano producono solitamente l’anestesia chirurgica in meno di due minuti.

Mantenimento dell’Anestesia

I livelli chirurgici dell’anestesia possono essere mantenuti con l’inalazione di 0,5- 3% di sevoflurano in O2, con o senza N2O.

Emergenza:

I tempi di emergenza sono generalmente di breve durata dopo l’anestesia con sevoflurano. Pertanto, i pazienti possono aver bisogno di sollievo dal dolore post- operatorio in un tempo molto breve.

Come con altri agenti anestetici alogenati ad inalazione, l’uso ripetuto entro un breve periodo di tempo deve essere eseguito solo con cautela.

Disfunzione epatica:

Il sevoflurano non deve essere somministrato a pazienti con una anamnesi d’inspiegabile disfunzione epatica da moderata a grave con ittero, febbre e/o eosinofilia in associazione con anestetici alogenati.

Insufficienza renale:

A causa del piccolo numero di pazienti con insufficienza renale (livelli sierici della creatinina al basale superiore a 133 μmol/litro) esaminati, la sicurezza della somministrazione di sevoflurano in questo gruppo di pazienti non è stata pienamente stabilita. Pertanto, il sevoflurano deve essere usato con cautela nei pazienti con insufficienza renale. In alcuni studi nei ratti, la nefrotossicità è stata osservata in animali esposti a livelli di composto A (etere penta-fluoro-isopropile fluoro-metil (PIFE)) in eccesso rispetto a quelli solitamente osservati nelle pratiche di routine cliniche. Il meccanismo di questa tossicità renale nei ratti non è noto e la sua rilevanza per l’uomo non è stata stabilita (vedere paragrafo 5.3, Datì preclìnìcì dì sìcurezza, per ulterìorì dettaglì). Il monitoraggio post-operatorio della funzionalità renale è raccomandato nei pazienti con problemi renali.

Via di Somministrazione:

Uso inalatorio. Il sevoflurano deve essere somministrato per bocca o tramite tubo endotracheale. Il sevoflurano deve essere somministrato solo da personale formate nella somministrazione dell’anestesia generale. Devono essere immediatamente disponibili strutture per il mantenimento della pervietà delle vie aeree, la ventilazione assistita, il supplemento di ossigeno e la rianimazione circolatoria. Il sevoflurano deve essere somministrato tramite un evaporatore specificatamente calibrato per l’uso con sevoflurano in modo che la concentrazione somministrata possa essere accuratamente controllata. Poichè l’assorbente dell’anidride carbonica

si può essiccare, deve essere sostituito prima dell’utilizzo di sevoflurano (Vedere paragrafo 4.4.).

04.3 Controindicazioni

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Il sevoflurano non deve essere usato in pazienti con ipersensibilità nota al sevoflurano o ad altri anestetici alogenati.

Il sevoflurano è inoltre controindicato nei pazienti con nota o sospetta predisposizione genetica all’ipertermia maligna.

Il sevoflurano non deve essere somministrato in pazienti con un’anamnesi di inspiegabile disfunzione epatica da moderata a grave con ittero, febbre e/o eosinofilia in associazione con anestetici alogenati.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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All’aumentare della profondità dell’anestesia corrisponde un aumento dell’ipotensione e della depressione respiratoria.

Durante il mantenimento dell’anestesia, l’aumento della concentrazione di sevoflurano determina una diminuzione dose-dipendente della pressione sanguigna. Una diminuzione eccessiva della pressione sanguigna può essere correlata alla profondità dell’anestesia e in tal caso può essere corretta riducendo la concentrazione inspirata di sevoflurano.

Come per tutti gli anestetici, occorre prestare particolare attenzione alla scelta del dosaggio per pazienti ipovolemici, ipotesi o debilitati.

Come per tutti gli anestetici, il mantenimento della stabilità emodinamica è importante al fine di evitare un’ischemia miocardica nei pazienti affetti da patologie coronariche.

Nei pazienti a rischio di aumento della pressione intracranica, il sevoflurano deve essere somministrato con cautela in concomitanza con le procedure per l’abbassamento della pressione intracranica (ad esempio iperventilazione).

In anestesia ostetrica deve essere osservata cautela quando si utilizza il sevoflurano poiché esso produce il rilassamento dell’utero che può aumentare il rischio di emorragia intrauterina (vedere paragrafo 4.6).

Ipertermia maligna: in soggetti predisposti, i potenti agenti anestetici a inalazione possono provocare uno stato d’ipermetabolismo dell’apparato muscoloscheletrico, che porta ad un’elevata richiesta d’ossigeno e a una sindrome clinica nota come ipertermia maligna. Il trattamento include la sospensione degli agenti scatenanti (ad es. il sevoflurano), la somministrazione di dantrolene sodico per via endovenosa, e

l’applicazione di una terapia di supporto. In seguito può verificarsi insufficienza renale, e deve essere monitorata la diuresi e, se possibile, facilitarla.

L’uso di agenti anestetici per via inalatoria è stato raramente associato all’aumento dei livelli sierici di potassio che hanno portato ad aritmie cardiache e morte nei bambini durante il periodo postoperatorio. Questa condizione è stata osservata in pazienti con latenti e manifeste malattie neuromuscolari, in particolare in quelli con la distrofia muscolare di Duchenne. L’uso di succinilcolina è stato associato nella maggior parte di questi casi, ma non con tutti. Questi pazienti hanno mostrato evidenti danni muscolari con aumento della concentrazione sierica di creatinchinasi e della concentrazione di mioglobinuria.

Questi pazienti NON avevano manifestato segni classici d’ipertermia maligna come rigidità muscolare, aumento rapido della temperatura corporea, o aumento del consumo d’ossigeno e della produzione di anidride carbonica.

E’ raccomandato un trattamento tempestivo e vigoroso per iperkaliemia e aritmie. Una successiva valutazione, è indicata per valutare una latente malattia neuromuscolare.

Casi isolati di aritmia ventricolare sono stati segnalati in pazienti pediatrici affetti da morbo di Pompe.

Prestare attenzione ai pazienti con problemi epatici marcati (incluse epatiti virali) (vedere ì paragrafì 4.3. e 4.8).

I pazienti con esposizioni ripetute agli idrocarburi alogenati in un breve lasso di tempo, incluso il sevoflurano, possono essere predisposti a un maggior rischio per le malattie epatiche.

A causa del basso numero di pazienti con insufficienza renale (livelli sierici della creatina al basale superiori a 133 µmol/litro) osservati, la sicurezza per la somministrazione di sevoflurano in questo gruppo, non è stata pienamente stabilita. Tuttavia, il sevoflurano deve essere utilizzato con cautela in pazienti con insufficienza renale. In alcuni studi nei ratti, la nefrotossicità è stata osservata negli animali esposti a livelli di Composto A (etere pentafluoroisopropile fluoro metile (PIFE)) in eccesso rispetto ai livelli solitamente osservati nelle pratiche di routine cliniche. Il meccanismo di questa tossicità renale nei ratti non è noto e la sua rilevanza per l’uomo non è stata stabilita (vedere paragrafo 5.3, Datì preclìnìcì dì sìcurezza, per ulterìorì dettaglì). Il monitoraggio post-operatorio della funzionalità renale è raccomandato nei pazienti con problemi renali.

L’uso del sevoflurano è stato associato per il trattamento di convulsioni che si manifestano in bambini, e nei giovani adulti e anziani con e senza fattori di rischio predisponenti. Sarà necessario utilizzare un giudizio clinico dovendo somministrare sevoflurano nei pazienti a rischio di convulsioni. Nei bambini la limitazione della profondità dell’anestesia è pertanto essenziale. EEG può consentire l’ottimizzazione della dose sevoflurano ed evitare lo sviluppo di attività epilettiche in pazienti con una predisposizione per gli attacchi epilettici (paragrafo 4.8).

Sono stati osservati movimenti distonici nei bambini (vedere paragrafo 4.8).

Deve essere verificato il recupero dall’anestesia generale prima che i pazienti siano dimessi dalla sala di risveglio. Le emergenze improvvise da anestesia sono solitamente trattate con il sevoflurano per dare un sollievo immediato dal dolore post-operatorio. Le emergenze improvvise che si verificano nei bambini possono essere associate ad irrequietezza e alla mancanza di cooperazione (in circa il 25% dei casi).

L’esperienza con l’esposizione ripetuta al sevoflurano è molto limitata. Tuttavia, non ci sono differenze evidenti negli eventi avversi tra la prima esposizione e le successive.

Il sevoflurano deve essere usato con cautela in pazienti con Miastenia Grave. Come tutti gli anestetici alogenati, il sevoflurano può causare tosse durante l’induzione. Il sevoflurano può causare il prolungamento dell’intervallo QTc.

Nella pratica clinica, questo porta raramente alle Torsioni di Punta. Il sevoflurano deve essere somministrato con attenzione in pazienti a rischio, come gli anziane e i pazienti ai quali è stato diagnosticato un prolungamento congenito dell’intervallo QTc.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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La reazione esotermica con la degradazione degli anestetici volatili può verificarsi quando gli assorbitori del diossido di carbonio nel vaporizzatore diventano secchi in seguito ad un lungo periodo di uso come risulta da un flusso di gas secco nel circuito. Rari casi di estremo riscaldamento, fumo, e/o incendio spontaneo nelle macchine anestetiche sono stati segnalati durante l’uso di sevoflurano in associazione con gli assorbitori essiccati di CO2, in particolare con quelli contenenti idrossido di potassio (es. Baralyme).

Un aumento insolito del ritardo o una diminuzione inattesa della concentrazione inspirata di sevoflurano rispetto all’impostazione del vaporizzatore può essere associato a un eccessivo riscaldamento del filtro assorbente di CO2.

Prodotti di degradazione del sevoflurano sono stati osservati nel circuito delle vie respiratorie di una macchina sperimentale per l’anestesia che utilizza assorbitori essiccati di CO2 e concentrazioni massime di sevoflurano (8%) per periodi prolungati di tempo (≥ di 2 ore).

Le concentrazioni di formaldeide osservate sul circuito respiratorio per l’anestesia (utilizzando idrossido di sodio contenente assorbenti) sono state coerenti con livelli

noti per causare una lieve irritazione delle vie respiratorie. La rilevanza clinica degli agenti degradanti osservata su questo modello sperimentale estremo non è nota.

Deve essere preso in considerazione il fatto che l’indicatore di colore non sempre cambia dopo che ha avuto luogo l’essiccamento.

L’anidride carbonica assorbente deve essere regolarmente sostituita,indipendentemente dal suo stato. Se un operatore sanitario sospetta che l’anidride carbonica assorbente si è essiccata, deve sostituirla prima che avvenga un successivo utilizzo di anestetici volatili (come il sevoflurano).

Interazione con altri medicinali ed altre forme di interazione

L’azione miorilassante di non-depolarizzazione è potenziata con il sevoflurano, quindi, quando il sevoflurano viene somministrato, deve essere effettuato un aggiustamento del dosaggio di questi agenti.

Il sevoflurano è simile all’isoflurano nella sensibilizzazione del miocardio all’effetto aritmogeno della somministrazione esogena dell’adrenalina.

I valori della MAC per il sevoflurano diminuiscono con l’aggiunta di protossido di azoto, come indicato nella tabella “Effetti dell’ètà sulla MAC per il sevoflurano” (vedì “Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone”).

Le benzodiazepine e gli oppiacei si prevede riducano il MAC del sevoflurano. Gli oppioidi (ad esempio alfentanil e sufentanil), usati in concomitanza con il sevoflurano, possono portare a un abbassamento sinergico della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria.

Come con altri agenti, minori concentrazioni di sevoflurano possono essere richiesti in seguito all’uso di un anestetico per via endovenosa, come ad esempio il propofol.

Il metabolismo di sevoflurano può essere aumentato da noti induttori del CYP2E1 (es. isoniazide e alcool), ma non è indotto da barbiturici.

Un aumento significativo delle concentrazioni plasmatiche di fluoro è stato osservato in seguito all’aumento dell’attività del CYP2E1.

Il sevoflurano può aumentare l’effetto inotropo negativo, cronotropo e dromotropo dei beta-bloccanti (bloccando meccanismi compensatori cardiovascolari). I pazienti devono essere avvertiti di evitare l’interruzione dei beta-bloccanti e in ogni caso evitare d’interrompere la somministrazione del medicinale in maniera brusca.

L’anestesista deve essere informato sulle terapie di beta-bloccanti.

La dose di adrenalina e noradrenalina, utilizzata per azioni locali emostatiche per

iniezione sottocutanea o iniezioni gengivali, deve essere limitata, ad esempio, 0,1 mg di adrenalina in 10 minuti o 0,3 mg entro un’ora negli adulti.

La somministrazione parenterale di adrenalina e noradrenalina non è raccomandata. Gravi disturbi del ritmo sono associati con l’uso di isoprenalina (maggiore reattività cardiovascolare). Non raccomandato.

L’uso di anfetamine e derivati, nonché di efedrina e derivati può causare crisi ipertensiva pre-operatoria. È preferibile interrompere i trattamenti alcuni giorni prima dell’intervento chirurgico.

L’uso concomitante d’inibitori delle MAO: il rischio di crolli intra-operatori non può essere escluso in quanto è stato osservato con altri agenti anestetici alogenati inalatori.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Il sevoflurano deve essere utilizzato in gravidanza solo se chiaramente indicato. Ha un effetto rilassante sull’utero, che può portare ad un aumento della sanguinazione uterina, come segnalato in uno studio sull’uso durante la gravidanza al termine. L’uso durante il travaglio e il parto è limitato a un piccolo studio per il taglio cesareo.

Studi sugli animali indicano che il sevoflurano non è teratogeno.

Studi sulla riproduzione su ratti e conigli (dosi fino a 1 MAC) non hanno mostrato effetti sulla capacità riproduttiva maschile e femminile. E’ stata riscontrata una riduzione del peso corporeo fetale, con aumento delle anomalie scheletriche, nei ratti a concentrazioni tossiche materne, anche se non sono stati osservati effetti avversi fetali nei conigli.

Allattamento

Deve essere prestata attenzione quando il sevoflurano è somministrato a madri in fase d’allattamento, perché non è noto se esso viene escreto nel latte umano.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Come con altri agenti, i pazienti devono essere informati che le prestazioni su attività che richiedono attenzione mentale, come ad esempio l’uso di macchinari pericolosi, possono essere compromesse per qualche tempo dopo l’anestesia generale.

Ai pazienti non deve essere permesso guidare per un adeguato periodo di tempo, successivo all’anestesia con il sevoflurano.

04.8 Effetti indesiderati

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Come con tutti i potenti anestetici ad inalazione, il sevoflurano può causare depressione cardio-respiratoria dose-dipendente. La maggior parte degli eventi avversi è di intensità da lieve a moderata e di durata transitoria. Nausea e vomito sono stati comunemente osservati nella fase post-operatoria, con un’incidenza simile a quella riscontrata con altri anestetici per inalazione. Questi effetti sono comuni conseguenze della chirurgia e dell’anestesia generale che possono essere dovuti all’inalazione da anestetici, o ad altri agenti somministrati in fase operatoria o post- operatoria, o alla risposta del paziente alla procedura chirurgica.

Dati relativi agli eventi avversi derivano da studi clinici controllati condotti negli Stati Uniti e in Europa su oltre 3.200 pazienti. La tipologia, la gravità e la frequenza degli eventi avversi nei pazienti trattati con sevoflurano sono paragonati agli eventi avversi nei pazienti trattati con altri anestetici per inalazione.

Gli eventi avversi più frequenti associati al trattamento con sevoflurano in generale sono stati: nausea (24%) e vomito (17%). L’agitazione è stata riscontrata frequentemente nei bambini (23%).

Tutte le reazioni avverse, almeno possibilmente relative al sevoflurano, osservate da studi clinici, sono state riportate nella seguente tabella in relazione alla struttura corporea e alla frequenza. Di seguito la convenzione sulla frequenza utilizzata: Molto comune ( 1 / 10)

Non comune ( 1 / 1000 , <1 / 100)

Raro ( 1 / 10.000 , <1 / 1000)

Molto raro (<1 / 10.000)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

La tipologia, la gravità e la frequenza delle reazioni avverse nei pazienti trattati con sevoflurano sono paragonabili alle reazioni avverse dei pazienti trattati con altri medicinali di riferimento.

Esperienza Post-Marketing

Le reazioni avverse sono state segnalate spontaneamente successivamente all’approvazione sull’uso di sevoflurano. Questi eventi sono segnalati volontariamente da una non nota percentuale di popolazione esposta. Quindi non è possibile stimare la reale incidenza di eventi avversi.

Riassunto delle reazioni avverse al farmaco più frequenti negli studi clinici con sevoflurano e nell’esperienza post-marketing
Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione Avversa
Disturbi del sistema immunitarioNon notaReazione anafilattica¹
Reazione anafilattoide
Ipersensibilità¹
Patologie del sistema emolinfopoieticoNon comuneLeucopenia
Leucocitosi
Disturbi psichiatriciMolto comuneAgitazione
Non comuneStato confusionale
Patologie del sistema nervosoComuneSonnolenza
Capogiri
Emicrania
Convulsioni2, 3
Non notaDistonia Aumento della pressione intracranica
Patologie cardiacheMolto comuneBradicardia
ComuneTachicardia
Non comuneBlocco atrio-ventricolare completo Aritmie cardiache (inclusa aritmia ventricolare), Fibrillazione atriale
Non notaAritmia
Extrasistole ventricolari
Extrasistole sopraventricolari Extrasistole (ventricolari, sopraventricolari, legate a battiti bigemini)
Arresto cardiaco4
Fibrillazione ventricolare
Torsioni di punta
Tachicardia ventricolare, prolungamento del QT all’elettrocardiogramma
Patologie vascolariMolto comuneIpotensione
ComuneIpertensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheMolto comuneTosse
ComunePatologie respiratorie
Depressione respiratoria
Laringospasmo
Ostruzione delle vie aeree
Edema polmonare
Non comuneApnea
Ipossia
Non notaAsma
Broncospasmo
Dispnea1
Respiro sibilante 1
Spasmi respiratori
Patologie gastrointestinaliMolto comuneVomito
ComuneNausea
Non notaIpersecrezione salivare
Pancreatite
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneNon notaIperkaliemia
Patologie renali e urinarieNon comuneRitenzione urinaria
Glicosuria
Non notaNefrite tubulointerstiziale
Patologie epatobiliariNon notaEpatite1, 2
Insufficienza epatica1, 2
Necrosi epatica1, 2
Ittero
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoNon notaDermatite da contatto1
Prurito
Eruzione cutanea1
Gonfiore del viso1
Orticaria
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoNon notaRigidità muscolare
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneComuneBrividi
Piressia
Non notaDolore toracico1
Ipertermia maligna1, 2
Edema
Esami diagnosticiComuneLivello anormale di glucosio nel sangue
Test di funzionalità del fegato anormale5
Non comuneConta anormale dei globuli bianchi
Aumentati livelli di fluoruro nel sangue1
Aumentati livelli di aspartato aminotrasferasi
Aumento della creatinina sierica
Aumentati livelli di alanina aminotransferasi
Aumentati livelli della lattato- deidrogenasi ematica
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da proceduraComuneIpotermia

Non comune Stato confusionale Patologie del sistema nervoso Comune Sonnolenza

Capogiri

Emicrania Patologie cardiache Molto comune Bradicardia

Comune Tachicardia

Non comune Blocco atrio-ventricolare completo

Fibrillazione atriale Aritmia

Extrasistoli ventricolari Extrasistoli sopraventricolari Extrasistoli

Patologie vascolari Molto comune Ipotensione Comune Ipertensione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto comune Tosse

Comune Laringospasmo Patologie respiratorie

Non comune Apnea Ipossia Asma

Patologie gastrointestinali Molto comune Vomito

Nausea

Comune Ipersecrezione salivaria Patologie renali e urinarie Non comune Ritenzione urinaria

Glicosuria

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune Febbre Ipotermia Brividi

Esami diagnostici Comune Aumentati livelli di aspartato

aminotrasferasi

Livello anormale di glucosio nel sangue

Test di funzionalità del fegato anormale**

Conta anormale dei globuli bianchi

Aumentati livelli di fluoruro nel sangue***

Esperienza Post-Marketing

Disturbi del sistema immunitario

Non comune Aumentati livelli di alanina aminotransferasi

Aumentati livelli della creatinina nel sangue

Aumentati livelli della lattato- deidrogenasi ematica

Non nota Reazione anafilattica**** Reazione anafilattoide Ipersensibilità ****

Patologie del sistema nervoso Non nota Convulsioni

Distonia

Non nota Edema polmonare

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Patologie epatobiliari

Broncospasmo Dispnea **** Sibilo ****

Non nota Epatite Insufficienza epatica Necrosi epatica

Non nota Prurito

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Eruzione cutanea Orticaria

****

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Dermatite da contatto****

Gonfiore del viso****

Non nota Contrazione muscolare

Patologie renali e urinarie Non nota Insufficienza renale acuta

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non nota Ipertermia maligna Dolore toracico ****

* Frequenza molto comune nella popolazione pediatrica.

** Casi occasionali di variazioni transitorie dei test di funzionalità epatica sono stati segnalati con sevoflurano e agenti di riferimento.

*** Aumenti transitori dei livelli sierici di fluoruro inorganico possono verificarsi durante e dopo l’anestesia con il sevoflurano. Le concentrazioni di fluoro inorganico generalmente hanno il loro picco entro due ore dal termine dell’anestesia da sevoflurano e tornano alla normalità entro 48 ore dai livelli preoperatori.

Negli studi clinici, elevate concentrazioni di fluoro non sono state associate con la compromissione della funzionalità renale.

**** Può essere associato con reazioni d’ipersensibilità, soprattutto in associazione con l’esposizione a lungo termine agli anestetici inalatori, tra cui il sevoflurano.

04.9 Sovradosaggio

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I sintomi da sovradosaggio includono la depressione respiratoria e l’insufficienza circolatoria.

In caso di sovradosaggio, devono essere adottate le seguenti misure di supporto: interrompere la somministrazione del farmaco, liberare le vie aeree e avviare la ventilazione assistita o controllata con ossigeno puro e mantenere un’adeguata funzionalità cardiovascolare.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Idrocarburi alogenati Codice ATC: N01AB08

I cambiamenti degli effetti clinici del sevoflurano seguono rapidamente i cambi della concentrazione ispirata.

Effetti Cardiovascolari

Come per tutti gli altri agenti inalatori, il sevoflurano deprime la funzionalità cardiovascolare in modo dose-dipendente. In uno studio volontario, l’aumento della concentrazione di sevoflurano ha determinato una diminuzione della pressione arteriosa media, anche se non si è notato alcun cambiamento nella frequenza cardiaca. Il sevoflurano, in questo studio, non ha alterato le concentrazioni plasmatiche di noradrenalina.

Effetti sul Sistema Nervoso

In pazienti con normale pressione intracranica (ICP), il sevoflurano ha avuto un effetto minimo sull’ICP e ha conservato la reattività di CO2. La sicurezza sull’uso di sevoflurano non è stata studiata in pazienti con un aumento della ICP. Nei pazienti a rischio di aumento dell’ICP, il sevoflurano deve essere somministrato con cautela in concomitanza con le manovre di riduzione dell’ICP.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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La bassa solubilità del sevoflurano nel sangue deve risultare in concentrazioni alveolari che aumentano rapidamente sotto induzione e diminuiscono rapidamente al momento della cessazione d’inalazione dell’agente.

Negli esseri umani una percentuale minore del 5% del sevoflurano assorbito viene metabolizzato. L’eliminazione rapida ed estensiva polmonare di sevoflurano minimizza la quantità di anestetico disponibile per il metabolismo. Il sevoflurano è defluorato attraverso il citocromo P450 (CYP) 2E1 con conseguente produzione di esafluoroisopropanolo (HFIP) con rilascio di fluoro inorganico e anidride carbonica (o un frammento di carbonio). L’HFIP viene poi rapidamente coniugato con l’acido glucuronico ed escreto nelle urine.

Il metabolismo di sevoflurano può essere aumentato con noti induttori di CYP2E1 (es. con isoniazide e alcool), ma non è indotto da barbiturici.

Aumenti transitori dei livelli sierici di fluoruro inorganico possono verificarsi durante e dopo l’anestesia con sevoflurano. In generale, le concentrazioni di picco di fluoruro inorganico entro 2 ore dal termine dell’anestesia con sevoflurano ritornano normali entro 48 ore dai livelli preoperatori.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Studi sugli animali hanno dimostrato che le circolazioni epatica e renale sono ben mantenute con il sevoflurano.

Il sevoflurano abbassa il tasso metabolico cerebrale d’ossigeno (CMRO2) in modo analogo a quello osservato con l’isoflurano. Una riduzione di circa il 50% di CMRO2 si osserva a concentrazioni vicine al 2,0 MAC. Gli studi sugli animali hanno dimostrato che il sevoflurano non ha alcun effetto significativo sul flusso sanguigno cerebrale.

Negli animali, il sevoflurano sopprime significativamente l’attività degli elettroencefalografici (EEG), comparabilmente a dosi equipotenti di isoflurano. Non ci sono evidenze che il sevoflurano si possa associare con l’attività epilettiforme durante la normocapnia o l’ipocapnia. In contrasto con l’enflurano, i tentativi di suscitare attività epilettiche come l’EEG durante l’ipocapnia con stimoli uditivi ritmici sono risultati negativi.

Il Composto A è stato minimamente nefrotossico a concentrazioni di 50-114 ppm per 3 ore in una serie di studi sui ratti. La tossicità è stata caratterizzata da singole cellule sporadiche necrotiche del tubulo prossimale. Il meccanismo di questa tossicità renale nei ratti è sconosciuto e la sua rilevanza per l’uomo non è stata stabilita. Le soglie per gli umani comparabili al Composto A, collegate alla nefrotossicità, sono previste aggirarsi intorno a 150-200 ppm.

Le concentrazioni del composto A, rilevate nelle pratiche di routine cliniche, si aggirano in media a 19 ppm negli adulti (massimo 32 ppm) con utilizzo di calce Sodata per assorbire CO2.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Non presenti.

06.2 Incompatibilità

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Il sevoflurano resta stabile quando viene conservato in un luogo al riparo dalle fonti di luce. Nessun degrado visibile di sevoflurano si verifica in presenza di acidi forti o di calore. Il sevoflurano non corrode l’acciaio inossidabile, l’ottone, l’alluminio, l’ottone nichelato, l’ottone cromato o le leghe di rame e berillio.

La degradazione chimica si può verificare in caso di esposizione, degli anestetici a inalazione, agli assorbitori di CO2 all’interno della macchina per anestesia. Se viene usato come descritto con assorbitori non essiccati, il degrado di sevoflurano è minimo e i degradanti sono non rilevabili o non sono tossici. Il degrado di sevoflurano, e la formazione successiva di degradante, sono ottimizzati con l’aumento della temperatura assorbente, con gli assorbitori essiccati di CO2 (soprattutto quelli contenenti idrossido di potassio, ad esempio Baralyme ®), con l’aumento della concentrazione di sevoflurano e con la diminuzione del flusso di gas non essiccati. Il sevoflurano può subire degradazione alcalina in due modi.

Il primo risultato dalla perdita di acido fluoridrico con la formazione di etere pentafluoroisopropile fluoro metile (PIFE o più comunemente conosciuto come Composto A). Il secondo metodo di degradazione di sevoflurano si può verificare solo in presenza di assorbitori essiccati di CO2 ed è collegato alla dissociazione di sevoflurano in esafluoroisopropile (HFIP) e formaldeide. L’HFIP è inattivo, non è genotossico, è rapidamente glucoronidato, eliminato, ed ha una tossicità paragonabile a quella del sevoflurano. La formaldeide è presente durante i normali processi metabolici.

Al momento dell’esposizione ad un assorbente altamente essiccato, la formaldeide può ulteriormente degradare in metanolo e il formiato. Il formiato può contribuire alla formazione di monossido di carbonio in ambienti con temperature alte. Il metanolo può reagire con il composto A per formare il prodotto di addizione di metossi Composto B. Il composto B può subire ulteriori eliminazioni di HF per formare Composti C, D ed E. Negli assorbitori altamente essiccati, in particolare in quelli contenenti idrossido di potassio (ad esempio Baralyme ®), si può verificare la formazione di formaldeide, metanolo, monossido di carbonio, Composti A e forse alcuni dei suoi degradanti, composti B, C e D.

06.3 Periodo di validità

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5 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperature superiori ai 25°C. Non refrigerare. Mantenere il tappo del flacone chiuso a causa della natura volatile dell’anestetico. Conservare il flacone in posizione verticale.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Tipo III, flacone di vetro da 250 ml di colore ambrato con due componenti di tappo a vite composto da una copertura esterna di fenolico nero e con interno traslucido a cono in polietilene a bassa densità. La confezione è dotata di una fascia in LDPE di colore giallo.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il sevoflurano deve essere somministrato tramite un evaporatore calibrato appositamente per il sevoflurano con un sistema di riempimento dotato di una chiave progettata appositamente per vaporizzatori di sevoflurano o per altri sistemi di riempimento adatti per vaporizzatori di sevoflurano.

Gli assorbitori di anidride carbonica non devono potersi asciugare quando l’inalazione dell’anestetico viene somministrata. È stato segnalato che alcuni anestetici alogenati interagiscono con gli assorbitori d’anidride carbonica a secco per formare monossido di carbonio. Tuttavia, al fine di ridurre al minimo il rischio di formazione di monossido di carbonio nei sistemi per la respirazione e la possibilità di percepire livelli elevati di carbossiemoglobina, gli assorbitori di CO2 non devono potersi asciugare. Ci sono stati rari casi di produzione eccessiva di calore, fumo e fuoco dalla macchina anestetica quando il sevoflurano viene utilizzato in combinazione con un assorbente essiccato di CO2. Se si sospetta che l’assorbente di CO2 sia essiccato, deve essere sostituito. Devono essere usati soltanto i flaconi senza un odore pungente.

Il contenuto completo di un flacone viene normalmente trasferito al vaporizzatore. Nel caso in cui rimanesse una parte del flacone parzialmente utilizzato al termine della procedura, il contenuto deve essere eliminato.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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PIRAMAL HEALTHCARE UK LIMITED

Whalton Road, Morpeth,

Northumberland NE61 3YA, Regno Unito

Tel: 0044 1670562400

Fax: 0044 1670562543

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 041479015/M – " 100% V/V LIQUIDO PER INALAZIONE" 1 FLACONE IN VETRO DA 250 ml

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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h1>Aprile 2012

10.0 Data di revisione del testo

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Aprile 2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Sevoflurane pir – 1 fl 250 ml 100% (Sevoflurano)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ospedaliero Tipo: Generico Info: , Prontuario terapeutico regionale ATC: N01AB08 AIC: 041479015 Prezzo: 145,1 Ditta: Piramal Healthcare Uk Limited


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